mercoledì 8 luglio 2009

Vita


Vita

A Trieste si vive bene, i triestini sono gente allegra a cui piace molto divertirsi.
Si è già detto di come la loro vita sia legata al mare anche per i divertimento; a Trieste c’è uno degli Yacht club più antichi d’Italia, lo Yacht club Adriaco, la cui sede storica si trova sulle Rive a due passi da p.zza Unità e che vanta di avere tra le barche dei suoi soci quella più antica al mondo ancora in attività (una barca inglese del 1845).

Per chi ama la vela sono assolutamente imperdibili 2 appuntamenti: la Barcolana (in ottobre, reagta che raduna quasi 2000 barche a vela di tutti i tipi nel golfo di Trieste) e la Nation’s Cup (giugno, torneo di match race tra i migliori skipper al mondo nelle acque del porto vecchio).

Ma la vita a Trieste è anche fatta di cultura; ci sono 2 teatri principali, uno lirico (teatro Verdi) e uno di prosa (Rossetti), e almeno altri 2 (sala Tripcovich, Cristallo) che offrono stagioni musicali e di prosa di ottimo livello; ma la vivacità culturale è alimentata da numerose iniziative di vario tipo: teatro sloveno, festival del cinema sudamericano, Alpeadria cinema, festival dell’operetta (per richiamarsi alla tradizione austriaca).

Tutto questo fervore è testimoniato dal fatto che per poter acquistare un abbonamento al teatro lirico (e almeno fino a qualche tempo fa anche di prosa) bisognava mettersi in lista d’attesa e attendere la morte di qualche abbonato anziano!

Per chi si recasse a Trieste in periodo primaverile- estivo consigliamo una visita sull’altopiano carsico alla ricerca di una delle tante sagre presenti.


Gastronomia

La cucina di pesce è ottima, ma il massimo si esprime con i piatti di tradizione austriaca e slovena: cevapcici, raznici, jota… che sicuramente non sono né dietetici né esitiv, ma certamente molto buoni!

Consigliamo in particolare, per chi si recasse a Trieste in periodo estivo, di cercare le osmize sull’altopiano, indicate dalla tipica frasca appesa ai cartelli, vi si mangiano prodotti genuini fatti in casa: insaccati e salumi vari, vino, formaggi, uova sode e frutta; spesso queste si trovano in posizioni assolutamente uniche e pittoresche (provare quella di Contovello, assolutamente unica per il panorama).

Ci sono poi tutta una serie di ristorantini, trattorie e osterie sia in centro (vicino a p.zza Unità, buffet da Pepi, aperto da oltre 100 anni) che offrono soprattutto specialità triestine.

Tutto l’altopiano, è zona di produzione di vino (anche se la città ha un consumo di birra secondo solo all’Alto Adige), in prevalenza Terrano, un vino forte e molto acido, che lascia i bicchieri in cui si beve e la lingua di un colore rosso scuro, quasi nero, ma che è dissetante e ottimo con i piatti locali.

Discorso a parte meritano i dolci e il caffè; i dolci sono quelli della tradizione austriaca (strudel, Sacher torte, lienz torte, …) magari con qualche modifica locale (a ferragosto la sagra dello ‘strucolo in straza’ a Monrupino); il caffè, oltre ad essere largamente riconosciuto tra i migliori d’Italia (è attiva ancora la Borsa del caffè), è il classico locale austriaco dove si beve, ma anche dove si discute, si gioca, si legge (da non perdere il caffè Tommaseo e il San Marco); una curiosità: a Trieste bisogna stare attenti quando si ordina un caffè, un cappuccino o qualche bevanda a base di caffè, si rischia di vedersi servire qualcosa di molto strano! Il cappuccino, per esempio, è un caffè macchiato; se si vuole quello che in Italia è un cappuccino, bisogna chiedere un latte macchiato!

La città vecchia

La città vecchia

Tra Piazza della Borsa e la Cattedrale di San Giusto, si estende la città vecchia.
Nella parte subito dietro al piazza della Borsa c’è il ghetto, molto suggestivo per le sue vie strette, attualmente disseminato di botteghe antiquarie e osterie tipiche; tutta la zona è attualmente oggetto di interventi di restauro e ricostruzione dopo un periodo (fino all’inizio degli anni 90) di quasi completo abbandono.
Sono questi interventi che hanno permesso di trovare reperti di varie epoche: da quelli romani, di cui si è detto più sopra, a ritrovamenti medievali, che hanno permesso di ricostruire anche la struttura fisica della città: pare, infatti, che il mare arrivasse almeno 50 metri più avanti rispetto a dove arriva adesso e che ci fosse un quartiere ‘portuale’ ben sviluppato.

Trieste romana- Il castello di San Giusto



Trieste romana- Il castello di San Giusto

Trieste ha avuto anche trascorsi romani; sono stati trovati diversi reperti romani: la Basilica (vicino alla cattedrale di San Giusto, II sec. d.C.), l’Arco di Riccardo (nella città vecchia), il teatro (dietro la Questura) e ogni volta che si iniziano degli scavi per la costruzioni o ristrutturazioni nei pressi della città vecchia vengono alla luce reperti di vario tipo.

Il Castello di San Giusto domina la città dall’alto del colle omonimo (da non perdere il panorama dalla basilica romana); la forma è decisamente anomala per un castello: le mura, invece di avere i tradizionali 4 lati, di lati ne hanno solamente 3: pare infatti che durante la costruzione (per la forma attuale iniziata nel 1470), la fretta di difendersi dalle incursioni nemiche abbia fatto sì che i lavori si chiudessero in fretta, prima di completare il quarto lato!
Il piazzale interno è adibito a spazio per concerti e spettacoli, mentre all’interno del castello si possono vedere ancora degli arredi antichi, nonché delle armi dell’epoca.

Arrivando al castello si possono vedere anche il monumento al milite ignoto (1939), l’orto lapidario (entrata davanti alla Cattedrale), il Parco della Rimembranza (sulla via Capitolina, a sinistra salendo in macchina).

Il porto




Il porto

La vita di Trieste è strettamente legata al mare, quasi ogni triestino che si rispetti ha una barca, è iscritto ad un circolo nautico o velico o ad una ‘Canottiera’ (circolo di canottaggio). Consigliamo una passeggiata sulle Rive al tramonto, con escursione sul Molo Audace per capire da dove deriva l’attaccamento che i triestini hanno per il mare e per la città.

Il porto è parte integrante della città: quello vecchio (Punto franco vecchio) è proprio di fronte al Palazzo delle Generali sulle Rive; attualmente una parte di esso è visitabile e adibita a zona turistica; vi si organizzano manifestazioni ed è possibile visitarne almeno parte. Una visita completa la porto vecchio è molto affascinante; gli edifici presenti sono ancora quelli di un tempo; spesso viene utilizzato come teatro per film che si svolgono nell’800 o nei primi anni del ‘900 (anche ‘Il paziente inglese’ è stato in parte girato qui); attualmente è allo studio un piano di recupero e restauro del porto per valorizzarlo sia dal punto di vista turistico che commerciale.

Il Porto Nuovo, invece, è dall’altre parte del golfo, tra le zone di S.Andrea e Muggia (cittadina al confine con la Slovenia); qui l’interesse artistico e storico viene decisamente meno, il porto è moderno e funzionante; si distingue per traffici RO-RO e per il terminal petroli (da questa zona parte un oleodotto che arriva fino in Baviera). Il punto franco è ancora sfruttato quale zona di stoccaggio di prodotti e materie in regime di tassazione vantaggioso.

Curiosità



Curiosità

Un particolare curioso indica la matrice multietnica della città: a Trieste ci sono luoghi di culto di tutti i tipi; oltre le numerose chiese cattolichi, c’è una chiesa greco ortodossa (sulle Rive a fianco del Caffè Tommaseo), una Valdese, una serbo ortodossa (dietro piazza Ponterosso, con delle interessanti icone), una Sinagoga (la più grande d’Europa, di fianco al Caffè San Marco) e sis sta discutendo della costruzione di una Moschea.

Alcune chiese della città (a Roiano, per esempio) e in quasi tutte quelle dell’Altopiano, inoltre, vengono regolarmente celebrate messe in lingua slovena per la comunità locale.

In giro per la città










appunti di volo

Trieste, città diversa e al centro della nuova europa

di Matteo Grube
L'itinerario
Arrivando
In giro per la città
Curiosità
Il porto
Il castello di San Giusto
La città vecchia
Gastronomia

GLI APPUNTAMENTI

MayDay! MayDay!
Le informazioni

In giro per la città

La prima cosa assolutamente impedibile è il Castello di Miramare, costruito nell’800 per Massimiliano d'Austria su progetto di C. ]unker. L'arciduca l'abitò, con la consorte Carlotta del Belgio, fino al 18^ anno in cui accettò, con esito funesto, la corona imperiale del Messico.
Dal 1931 al 36 fu dimora di Amedeo di Savoia, anch’esso scomparso in circostanze tragiche (questi 2 fatti danno al luogo una infausta fama).
Gli interni sono ancora originali, ma la cosa più piacevole è una camminata nel parco dove si possono ammirare numerosi tipi di piante, il porticciolo costruito per permettere a Massimiliano di attraccare ‘sotto casa’, le scuderie ormai adibite a sede di mostre ed esposizioni di vario tipo.

Si passa poi per la riviera di Barcola, luogo dove i triestini d’estate vanno a prendere il sole e a fare il bagno (spesso, essendo un bagno veloce nella pausa pranzo del lavoro, vanno a fare un ‘tocio’); la riviera porta direttamente verso il centro città. Arrivando si incontra la stazione ferroviaria e di fianco la Sala Tripcovich, teatro costruito negli anni 80 a tempo di record per sostituire il restaurando Verdi.

Proseguendo dritti si arriva, dopo qualche centinaio di metri, a Piazza Unità, che si affaccia direttamente sul mare e sul Molo Audace (dove attraccò la fregata Audace nel 1918, primo ‘presidio’ italiano a Trieste), punti pittoreschi della città.

Da qui si può intraprendere un bel giro a piedi che porta nei punti più belli e più interessanti della città.
Da piazza Unità guardando il mare (oltre al bellissimo scorcio), si possono vedere da sinistra il palazzo del Lloyd, ora sede del consiglio regionale, alle nostre spalle il municipio, alla nostra destra il palazzo della Prefettura.

Di fianco alla piazza troviamo il teatro Verdi (Arch. Pertsch, costruito nell’800…) e di fronte la Galleria Tergesteo, punto centrale dello struscio domenicale dei triestini, soprattutto d’inverno nelle giornate di bora.
Uscendo dalla galleria si arriva a Piazza della Borsa, dove una volta era attiva la Borsa, appunto. La piazza è ormai il centro di Trieste e si possono ammirare alcuni palazzi neoclassici, la Borsa, la Camera di Commercio, tipici dell’architettura triestina, divisa tra lo stile neoclassico, S. Antonio Nuovo in fondo al Canal Grande, Palazzo Carciotti sulle rive ne sono altri esempi, e quello tipico del ventennio fascista, la Questura, la sede de Liceo Dante Alighieri in p.zza Oberdan.

Da piazza della Borsa, procedendo lungo Corso Italia si attraversa il centro economico-commerciale della città; sulla sinistra di Corso Italia c’è il Borgo Teresiano. Si tratta di una serie di vie a graticcio fatte costruire da Maria Teresa d’Austria, grande benefattrice della Trieste dei commerci; la vie sono tutte circondate da palazzi d’epoca in stile neoclassico (alcuni ormai rifatti e irriconoscibili). Interessante è notare come i piani terra di tutte le case d’epoca siano sensibilmente più alti degli altri piani: nella trieste del XVII e XVIII secolo erano i magazzini dei mercanti, spesso di origini straniere che avevano stabilito qui la loro sede operativa, che qui lavoravano e ai piani più alti abitavano. Il Borgo Teresiano finisce con via Carducci , p.zza Oberdan e via Ghega, che delimitano la zona ‘commerciale’.